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Light is Back  

Il Ponte di Mostar

  • Posizione

    Mostar, Bosnia and Herzegovina
  • Installazione elettrica

    Lucio and Fabio Pironi
  • Aree di applicazione

    Culture, Infrastructure
  • Anno

    2004

Location Map:

Il progetto per il Ponte di Mostar

Il 23 luglio 2004 il Ponte vecchio di Mostar è stato inaugurato alla presenza di circa 10 capi di stato, del Presidente della Bosnia- Herzegovina, Sulejman Tihic e del direttore generale dell’UNESCO Koïchiro Matsuura, a rappresentare le Nazioni Unite. Distrutto dalle granate nel 1993 durante la guerra in Bosnia ed Herzegovina, il Ponte Vecchio è stato il simbolo della città di Mostar. 

La città fu colpita al cuore: Mostar coincide con il ponte, lo stesso nome deriva dalla parola “most” che significa ponte. Fin dalla sua costruzione, avvenuta fra il 1557 e il  1566, ad opera dell’architetto ottomano Mimar Hajruddin, il ponte ha resistito a invasioni, calamità, guerre, fino al 1993.  Affiancato da due torri fortificate, la Torre  Halebija sulla riva destra  e la torre  Tara sulla sinistra, il ponte ha un’ unica campata a dorso di mulo larga quattro metri e lunga trenta. E’ formato da 456 blocchi di pietra bianca. Il ponte fu distrutto in quanto simbolo della coesistenza di diverse etnie e per lo stesso motivo l’UNESCO si è impegnata per il suo restauro. Ricostruito dopo 11 anni, questo ponte è diventato il simbolo della riconciliazione e della solidarietà. Koïchiro Matsuura dice : “ Siamo presenti a Mostar per riportare in vita un eccezionale patrimonio che dopo essere stato un bersaglio, deve diventare un segno di scambio, di riconoscimento, simbolo potente di una identità plurale fondata sulla fiducia reciproca.”
Appena 4 mesi dopo il crollo del ponte, l’Unesco lanciò il suo primo appello per la ricostruzione del ponte. Gli accordi di Daytona, firmati nel dicembre 1995, oltre a stabilire delle linee guida per la pace in Bosnia – Erzegovina, stabilirono anche  la creazione di una commissione per la conservazione dei monumenti nazionali e ne incaricarono il Direttore Generale dell’Unesco.
Nel luglio 1998 l’Unesco, la Banca Mondiale e le autorità municipali, lanciarono un appello per la ricostruzione del Ponte Vecchio, al quale risposero 5 paesi donatori ( Croazia, Francia, Italia, Olanda, Turchia) e il consiglio della Europe Development Bank.
Dopo due anni di ricerca scientifica ed archeologica, la ricostruzione iniziò nel giugno 2001. Il Ponte Vecchio è stato ricostruito con materiale locale, pietra "Tenelija" e  "Bretcha" trovate nelle cave vicine e secondo metodi tradizionali usando serraforme, morsetti e perni. Nell’aprile 2004 il ponte è stato completato. L’Unesco ha sponsorizzato, oltre a questo,  altri 4 progetti a Mostar: il restauro della moschea Tabacica (con un costo di 200.000 dollari finanziato dalla Arabia Saudita); il piano per rivitalizzare il centro storico di Mostar ( finanziato dall’Italia con 230.000 dollari); il restauro del ponte Kriva Cuprija ( finanziato dal granducato di Lussemburgo, 100.000 dollari) e la ristrutturazione del vecchio hammam di Mostar ( finanziato dalla Francia, 150.000 dollari)  

Il progetto con un costo totale di 15,4 milioni di dollari è stato finanziato con un prestito da parte della Banca mondiale ( 4 milioni di dollari) con contributi dell’Italia, dell’Olanda , della Croazia  e della Turchia. L’unione Europea e il governo della Francia ha fornito assistenza tecnica. La città di Mostar ha fornito 2 milioni di dollari. 

 

Il Ponte di Mostar

Progetto illuminotecnico


I contatti fra la iGuzzini illuminazione e il comitato che seguiva i lavori di ristrutturazione per il ponte di Mostar si sono avviati già nelle fasi iniziali del restauro. Anche il progetto per l’illuminazione del ponte nasce da un lavoro d’equipe.Si è scelto di operare utilizzando sorgenti luminose di bassa potenza per ottenere una luce morbida ed omogenea. I proiettori Maxiwoody  sono stati installati sia sugli edifici che sulle rive del fiume e sono stati realizzati appositi frangiluce per evitare qualsiasi problema di abbagliamento. Il piano di calpestio del ponte è illuminato con tre Woody che utilizzano sorgenti  alogene con uno schermo antiabbagliamento  per evitare qualsiasi problema di abbagliamento. Il ponte è illuminato per proiezione in quanto i Woody sono installati sui palazzi alle estremità del ponte in quanto non doveva esserci impianto elettrico sul ponte stesso. 

Per le torri e gli altri edifici costruiti alle estremità del ponte sono stati utilizzati invece Light Up Walk Professional con ottica wall washer con diverse potenze. In questa zona le vie ed i percorsi sono stati illuminati con proiettori Platea a 35 W  con vetro rifrattore per ampliare il fascio luminoso. Sulle finestre della torre Tara sono stati posizionati dei miniwoody con rifrattore  verso l’architrave della finestra per illuminare soltanto la cornice della finestra stessa, mentre sulle altre finestre della zona sono stati utilizzati dei Linealuce allo xenon e Radius sulle facciate. L’illuminazione generale di questa area è assicurata da Woody a scarica. Tutti gli apparecchi utilizzano lampade ad alogenuri metallici con temperatura colore di 3000 K.
Mentre per l’interno delle finestre delle torri si sno usate lampade alogene con temperatura leggermente più calda ( 2800 K) per segnare una differenza.

 

Night view

Night view