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Effetto di luce
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Light is Back  

L'Avana

  • Posizione

    L'Avana, Cuba
  • Soluzione di illuminazione

    MCA Mario Cucinella Architects
  • Aree di applicazione

    Culture
  • Anno

    2007

Location Map:

A partire dal 1997 sono iniziati una serie di studi circa l’illuminazione del Museo de Bellas Artes di Cuba che si sviluppa in due edifici diversi per caratteristiche architettoniche. 
 

Caratteristiche degli  edifici

 

Il museo si comporrà di due distinti edifici. Museo “Bellas Artes”.Il primo edificio è un edificio contemporaneo che risale al 1954 e risponde alle caratteristiche dello stile internazionale e vi verranno esposte solo opere di artisti cubani. L’edificio ha le seguenti caratteristiche: Area totale: 3.460 mq,lunghezza dei percorsi espositivi: 240 m, altezza muri 4 metri.

Centro Asturiano. Il secondo edificio è invece un tipico edificio settecentesco dell’Avana. In questo edificio si esporranno dipinti (dal secolo XV al XIX), reperti egiziani, tessuti, la collezione di ceramica greca, vetri appartenenti ad ex collezioni private. Il centro Asturiano  ha  queste caratteristiche area totale: 5000 mq, altezza dei locali: dai 4 ai 5 m. 

 

 
L'Avana

Richieste

I primi approcci progettuali alla ristrutturazione dell’illuminazione all’interno degli edifici si sono sviluppati ricercando l’integrazione fra luce naturale e luce artificiale, con netta prevalenza della prima. La progettazione si è svolta quindi sia attraverso una fase di simulazioni su modelli virtuali su Archicad sia attraverso  prove di laboratorio eseguite su modelli in scala 1:50 degli edifici, per studiare la soluzione architettonica per i soffitti e l’adozione di sistemi di controllo della luce naturale. Sono state effettuate misure della frazione di luce naturale ottenibile con condizioni esterne di luce diffusa (analisi quantitativa) ed una serie di visualizzazioni in condizioni di luce diretta nelle diverse stagioni.

L’analisi è stata condotta sulla base della posizione geografica dell’Havana (23° N-80°W) e delle diverse altezze solari calcolate per le diverse giornate dell’anno. Le diverse soluzioni per la conformazione del soffitto e dei sistemi di schermatura è stata condotta sul modello in scala in condizione di luce diretta utilizzando l’heliodon del laboratorio LESO-PB del Politecnico Federale di Losanna. I sensori posti all’interno del modello permettono di registrare la percentuale di illuminamento ottenuta rispetto a quella esterna ed un endoscopio offre la visualizzazione delle diverse condizioni luminose. La soluzione adottata per il controsoffitto migliora le condizioni nelle ore mattino e del pomeriggio, quando le finestre sono colpite dall’irraggiamento solare diretto, garantendo una ottimale distribuzione delle luce sulle pareti espositive. Nelle parti centrali dell’edificio si sarebbe potuto utilizzare dei lucernari,ma  per garantire una utilizzazione adeguata della luce naturale sarebbero stati necessari lavori architettonici e sistemi di schermatura, ritenuti  eccessivamente onerosi e di difficile gestione.

Il progetto definitivo, per raggiungere l’obbiettivo di ottenere una illuminazione sul piano verticale con i valori massimi  di 200 lux e medi di 150 lux, ha così puntato su una integrazione della illuminazione artificiale con l’illuminazione naturale in quelle zone degli edifici in cui questo è possibile, mentre nelle zone che sono difficilmente raggiunte dalla luce solare a causa della particolare struttura  architettonica dell’edificio l’illuminazione è interamente artificiale.

L'Avana

Museo Belle arti

A titolo di esemplificazione facciamo riferimento al Museo delle belle arti. Le sale espositive sono disposte sia lungo l’asse nord/sud che su quello est/ ovest ,l’inclinazione dei raggi solari sulla facciata alle ore 12 varia da un massimo estivo prossimo ai 90° ad un minimo invernale di 45°.E’ evidente come le aperture esposte ad est ed ovest hanno una penetrazione della luce naturale molto superiore di quelle esposte a sud. La facciata NW non è mai colpita dal sole in inverno mentre nella stagione estiva, dalle ore 16, i raggi hanno un’incidenza di 40°;la facciata SE è invece irraggiata anche in inverno. Il progetto illuminotecnico si è basato sulla creazione di una semivolta a botte  dotata di una curvatura  in corrispondenza delle finestre che vengono coperte alla vista del visitatore. Questa curvatura impedisce che la luce naturale entrante dalle finestre arrivi direttamente sulle opere e venga invece  deviata verso le pareti, dipinte in bianco e crema.

La semivolta è tinteggiata con tinta bianca diffondente contenente dioxido di tantalio per migliorare l’assorbimento dei raggi ultravioletti eventualmente residui, infatti i vetri filtrano le radiazioni inferiori a 400 nm. Lungo la gola luminosa, ai piedi delle finestre, lungo il loro cornicione interno, sono installati dei sistemi fluorescenti con ottica asimmetica che, durante le ore notturne, illuminano la volta e ricreano la stessa situazione che si verifica di giorno. Sulla sommità della semivolta, in prossimità della parete,  è installato un sensore che rileva l’illuminamento sulla superficie della semivolta. Il sensore trasmette i dati al sistema di controllo che in base ad una scala di valori  viene determinato l’apporto di luce artificiale necessario per ottenere il valore desiderati. 
 

I criteri di illuminazione

Creare una illuminazione generale omogenea e diffusa; Evitare che la luce arrivi direttamente sulle opere danneggiandole; Possibilità di ottenere illuminazione puntuale in caso di allestimenti temporanei Avere una presenza fisica minima per non distrarre l’attenzione del  visitatore dalle opere esposte. Utilizzare una ridotta selezione di sorgenti luminose per semplificare la manutenzione. Non usare lampade ed apparecchi speciali di difficile reperimento. Evitare l’uso di apparecchi che richiedano lo smontaggio per la sostituzione della lampada. Facilità di accesso ai componenti elettrici per interventi di manutenzione normale e eccezionale.

Nelle zone del museo in cui non si presenta il problema dell’integrazione fra luce artificiale e luce naturale, l’illuminazione è totalmente affidata alla luce artificiale ed il sistema è  regolato in maniera manuale, sia di giorno che di notte. Nella controsoffittatura, di fronte alle pareti sono inseriti degli incassi che utilizzano sorgenti dicroiche.

Le sorgenti  adottate  sono state le seguenti:
lampade fluorescenti: T16     3000K
Lampade alogene a bassissima tensione con riflettore dicroico: QRCBC51
lampade alogene a bassissima tensione  QT12 
 

Apparecchi:

Frame sono stati installati sul controsoffitto con sorgenti tubi fluorescenti ( T16) e con lampade alogene QT12 (50 w ; nel terzo più alto 75 W) Il Frame in questo caso ha ottica speciale un’ottica w.w. ed orientabile di 15°. 
Questa orientabilità di 15° si è resa necessaria per la distanza variabile dell’apparecchio dalle pareti da illuminare.
Le lampade alogene hanno il vetro sabbiato per ottenere una distribuzione della luce con attenuazione delle ombre portate e una migliore uniformità.  Al piano terra in cui ci saranno esposizioni temporanee sono stati utilizzati Frame con quattro sorgenti alogene da 50 w. 

Tutti le zone di passaggio sono illuminate con Optica. La possibilità di orientare le ottiche senza che gli apparecchi sporgano dal soffitto consente di ottenere effetti di luce d’accento sulle opere ed in particolare sulle sculture.
Sella sono installati lungo i cornicioni delle finestre di fronte alle semivolte per integrare la luce naturale.

L'Avana